Come tenere insieme il governo Draghi? Basta leggere Guareschi…

E’ comprensibile ma anche un po’ buffo leggere tutti i dubbi sulla possibilità che il governo Draghi possa tenere insieme le forze del governo uscente (compreso Renzi che lo ha fatto saltare) con Forza Italia e Lega, oltre a qualche altro gruppo di centro… Buffo perchè,

pur non sottovalutando le effettive e profonde differenze ideologiche di un gruppo che andrebbe addirittura da Leu a Salvini, la risposta è stata scritta già 70 anni fa e proprio dalle nostre parti.

E’ la lezione, quanto mai attuale, di Giovannino Guareschi. Lo scrittore che parte della critica ridusse a reazionario, e a rozzo scrittore, è in realtà stato fra i più capaci di cogliere all’indomani della Seconda guerra mondiale la possibilità/necessità di cogliere la lezione tragica del conflitto per far prevalere le leggi dellìUmanità. Non semplici parole o retorica: Giovannino quell’Umanità l’aveva preservata e esaltata nei lunghi giorni del lager, con i compagni di prigionia di quei tremendi due anni.

E nella eterna sfida Don Camillo-Peppone, ai cui aspetti ideologici troppi si sono fermati (anche critici illustri), il Guareschi rientrato dalla prigionia seppe calare proprio quel dono: la capacità di far prevalere l’Umanità sull’ideologia, la forza e la grandezza di saper dimenticare i conflitti per trovare con la testa e con il cuore la sintesi migliore.

Le tre foto di questo articolo parlano da sole a chi Guareschi lo legge e lo conosce assai meglio di me. Agli altri suggerisco di leggere (o vedere su You Tube) quei tre momenti meravigliosi di Letteratura e poi di Cinema: la vecchia maestra che chiede di poter essere accompagnata nell’ultimo viaggio dalla “sua” bandiera, che è quella della monarchia; lo sciopero agrario che fa però soffrire le vacche; le statuine del presepe da dipingere.

In tutti e tre i casi, quegli immortali personaggi che sono e saranno Don Camillo e Peppone, messo da parte ogni litigio, vanno insieme all’unisono e trovano una soluzione. Commovente nella storia della maestra, concreta e esemplare nello sciopero dell’agricoltura, e addirittura dolcissima nella scena del presepe, che culmina nel sorriso con cui il sindaco comunista prepara con delicatezza la statua di Gesù Bambino.

Ecco, se stasera Draghi e qualche segretario di partito leggessero queste tre storie guareschiane non dovrebbe essere difficile trovare i temi su cui lavorare insieme. Per tornare a litigare, poi, proprio come per Don Camillo e Peppone non mancheranno certo le occasioni…

IL CASO GUARESCHI: un libro e un progetto

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