Giovannino Guareschi: 22 luglio 1968-2020. Lo scrittore “mai sorto” abita ancora qui

Giovannino Guareschi: a 52 anni dalla morte sopravvive alle sentenze di alcuni critici letterari

E’ divertente ma un po’ imbarazzante. Anche perchè sono certo che quel libro sull’Italia di Dante (che leggerò con interesse e piacere) sia un importantissimo volume di critica letteraria mentre il libriccino che gli sta a fianco è solo artigianato da cronista. Però dovrà pur significare qualcosa che

in una libreria certamente non schierata a destra (Feltrinelli via Farini) accanto al ponderoso e già apprezzato libro di Giulio Ferroni compaia il volto un po’ triste ma un po’ beffardo di Giovannino Guareschi.

Oggi ricorre un nuovo anniversario della morte: il cinquantaduesimo da quel 1968 nel quale Guareschi, proprio nel bel mezzo di quello che ricordiamo ancora come l’anno della contestazione, morì a Cervia poco dopo avere spalancato la finestra a una “bellissima giornata” prima di essere definitivamente tradito dal cuore già colpito da un infarto. Un ’68 di vergogna pochi giorni dopo, quando l’ultimo viaggio di Giovannino fu snobbato da tanti, ma accompagnato da personalità (e persone) quali Enzo Biagi, Enzo Ferrari, Baldassarre Molossi che scrisse sulla Gazzetta di una “Italia meschina”…

E si ricorda ancora lo sferzante epitaffio dell’Unità, che all’avversario politico dedicò una frase tombale, letteralmente: “E’ morto lo scrittore mai sorto”. Su quella strada e su quel giudizio si sarebbero esibiti in tanti, anche nei decenni successivi: con il “culmine” di Giovanni Raboni che sul Corriere della sera nel 1962 arrivò a negare a Guareschi la stessa qualifica di scrittore.

E in tempi più recenti non fu molto tenero appunto Giulio Ferroni, che nella sua storia della letteratura liquidò Guareschi così: “respiro molto limitato, orizzonti ristretti e meschini (…), scarso valore letterario”. Ora, come ripeto, la vicinanza dei libri sullo scaffale e l’insegna Critica letteraria non attenua neppure di un millimetro la distanza che c’è fra il giudizio di un illustre critico e la ricerca di un semplice cronista. Però, anche quell’accostamento “irriverente” e anche il recente articolo dell’inserto Robinson/Repubblica dall’eloquente titolo “Riabilitare Don Camillo” significano che piano piano qualcuno inizia ad accorgersi del fatto che Guareschi vive. E ancora oggi a più di mezzo secolo dalla morte è ben saldo nel cuore dei lettori, che è cosa diversa da un semplice successo di cassetta.

Forse, sarebbe tempo che anche qualche esagerato detrattore limasse (non dico “ribaltasse”, ma almeno “limasse”) certi giudizi, nei quali livore e pregiudizio politico sono talmente evidenti da dover essere oggi considerati una tara da rimuovere… Nel frattempo, imperterrito, Giovannino Guareschi abita ancora qui, e soprattutto continua ad abitare dentro le nostre coscienze, invitandoci a combattere il trinariciuto che può essere in ciascuno di noi.

……………………………………………………………….

“Il caso Guareschi” è edito da Diabasis Parma. Ora è disponibile anche in versione ebook.

Un commento su “Giovannino Guareschi: 22 luglio 1968-2020. Lo scrittore “mai sorto” abita ancora qui”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *